PSICOLOGIA   &   SALUTE 

   www.Psicologo-Salute.it             a cura del Dott. Mazzotti Alberto

Informazione in Psicologia

 

 

Sito a cura del                         Dr. Mazzotti Alberto         Psicologo - Psicoterapeuta          P.zza Falcone Borsellino, 21 47121 - Forlì                          Tel. 331/2394517

admin@psicologo-salute.it

 

NUOVO SITO WEB:   www.AlbertoMazzotti.it

 

 

LA DEONTOLOGIA IN PSICOLOGIA DEL LAVORO

Le attività di selezione del personale e, in generale, tutti gli interventi psicologici che prevedono la valutazione delle risorse umane all'interno di contesti lavorativi e organizzativi, hanno consistenti implicazioni deontologiche. Nell'ambito di queste attività l'esperto assume importanti responsabilità professionali sia rispetto alla correttezza delle procedure utilizzate in rapporto ai soggetti valutati, sia nei confronti dei soggetti committenti.
Il documento ha per riferimento il Codice Deontologico degli psicologi italiani. In questo senso in nessun modo lo sostituisce; il presente documento, piuttosto, deve essere inteso come approfondimento operativo dei principi espressi dal Codice Deontologico in relazione a specifiche attività professionali. Le linee guida di deontologia professionale proposte in questo scritto hanno, dunque, la finalità di favorire una corretta applicazione della prassi professionale psicologica all'interno dei contesti di selezione e valutazione del personale.
Nell'elaborazione del lavoro che viene presentato sono state compiute alcune scelte. La prima si riferisce all'estensione di quanto proposto a quei professionisti ed esperti che, pur non condividendo un percorso formativo e professionale ascrivibile alla professione psicologica, svolgono quotidianamente il lavoro di selezione e valutazione del personale e si trovano per questo a gestire i medesimi problemi e le medesime sfide deontologiche. La finalità che comunque l'esperto psicologo e l'esperto non psicologo condividono, di individuare metodologie e strumenti volti a garantire il rispetto delle implicazioni deontologiche che il lavoro comporta, conducono al tentativo di sollecitare una partecipazione congiunta alla costruzione di prassi che garantiscano la qualità del lavoro sia rispetto alla committenza sia rispetto ai soggetti valutati. Al contempo sono mantenute e sottolineate proposte relative alla specificità dello psicologo e delle sue competenze nella gestione di diverse situazioni che, come si vedrà, attengono alla gestione del rapporto con il committente e con i soggetti valutati.
La seconda decisione presa nell'elaborazione dello scritto si riferisce alla trattazione congiunta di situazioni e questioni che nella quotidianità sono distinte e implicano problematiche non sempre sovrapponibili; ci si riferisce alla distinzione fra percorsi di selezione di candidati esterni e percorsi di valutazione del personale interno all'Organizzazione, così come alla distinzione fra le situazioni che si trovano a gestire rispettivamente un esperto che opera all'interno dell'Organizzazione committente e un esperto che riveste una posizione di consulente esterno. La consapevolezza di una differenza ha condotto il gruppo di lavoro a individuare e presentare situazioni critiche in modo distinto, mentre un approfondimento delle riflessioni compiute ha consentito di asserire che sul piano deontologico gli obiettivi e i comportamenti da perseguire non sono distinguibili e sono anzi da condividere in una logica di integrazione e confronto.
Lo scritto proposto di seguito si articola in un percorso sovrapponibile alle diverse fasi operative che descrivono un processo di selezione e valutazione del personale. Ogni capitolo è organizzato internamente in paragrafi; dopo una breve introduzione sul tema specifico trattato, vengono proposte le principali competenze necessarie per una buona prassi operativa in linea con le indicazioni deontologiche. Si delineano poi gli obiettivi più rilevanti che l'esperto dovrebbe perseguire nello svolgimento del suo lavoro e le situazioni critiche più frequenti che nell'operatività e nella quotidianità di questo lavoro è possibile incontrare e che possono rivelarsi ostative o problematiche per il perseguimento delle finalità. Infine vengono proposti i comportamenti e le prassi operative che l'esperto dovrebbe garantire nell'espletamento delle sue funzioni in un contesto di selezione e valutazione del personale.
Lo scritto ha inizio con un richiamo e un'esplicitazione dei valori e dei principi professionali che hanno costituito la cornice per la stesura delle linee guida proposte.
Appare importante precisare che nel proporre un documento sull'etica della selezione e della valutazione non si vuole pensare ad un'attività moralizzatrice, né proporre un ancoraggio alla norma codificata. L'etica, infatti, è una legge interiore fatta da uomini per uomini che si riconoscono in valori di riferimento condivisi e che verso di essa orientano la propria attività professionale.

I VALORI E I PRINCIPI PROFESSIONALI

 I valori ritenuti necessari per adempiere al mandato sociale e culturale che viene affidato all'esperto impegnato in processi di selezione e valutazione del personale debbono soprattutto riguardare:

  • la responsabilità
  • l'integrità
  • l'autonomia
  • la competenza
  • la cura dell'altro
  • il rispetto dell'altro

 
RESPONSABILITÀ


Responsabilità individuale. Nella professione si maturano dei diritti ma si è anche titolari di obblighi. E di questi obblighi si deve rendere conto per quanto riguarda le conseguenze che il proprio operato può determinare nei confronti delle persone e delle attività affidate. Il valore responsabilità rimanda, quindi, alla consapevolezza di un vincolo personale con gli impegni assunti o accettati anche quando non si è avuta la libertà di rifiutarli.
Responsabilità professionale. L'esperto di selezione e valutazione agisce secondo standard professionali, aderisce ai doveri professionali del ruolo, accetta le responsabilità relative al suo comportamento e adatta i propri metodi ed i propri bisogni ai differenti gruppi di persone. Collabora con altri professionisti e istituzioni per operare al meglio nell'interesse dei propri clienti, committenti, altri destinatari dei propri servizi, in particolare nei confronti dei candidati. I comportamenti e gli standard morali degli esperti impegnati nella selezione sono questioni personali, alla stessa maniera di come avviene per ogni altra persona, ad eccezione del fatto che la loro condotta possa compromettere le loro responsabilità professionali o ridurre la fiducia pubblica che si ripone nella selezione e nei selezionatori.
Responsabilità sociale. La responsabilità vuole essere anche una caratteristica sociale che contribuisce alla percezione della professione e genera visibilità perché in grado di sviluppare qualità nell'attività svolta nei confronti del cliente (committente e candidato) e della persona. Come professionisti gli psicologi si trovano a competere su valori economici e professionali; debbono, però, competere anche su valori immateriali quali l'immagine, il servizio, la soddisfazione del cliente per aggiungere valore al loro lavoro.
Gli esperti di selezione e valutazione sono quindi interessati al consenso etico della condotta scientifica e professionale dei loro colleghi e, quando è opportuno, si consultano con loro al fine di prevenire ed evitare comportamenti non etici. Essi sono consapevoli delle loro responsabilità scientifiche e professionali nei confronti della società in cui vivono e lavorano. Si adoperano per evitare l'uso improprio del lavoro e applicano le loro conoscenze, maturate attraverso un continuo aggiornamento e perfezionamento di studi e tecniche scientifiche, al fine di eliminare le cause che impediscono la crescita della persona.
Osservano le leggi e incoraggiano lo sviluppo di norme e politiche sociali che servono gli interessi dei candidati, dei clienti e della collettività.
 
INTEGRITÀ


Gli esperti di selezione e valutazione si impegnano nel promuovere l'integrità nella selezione e nella valutazione del personale.
Integrità professionale. L'integrità nasce dalla consapevolezza del mandato sociale affidato al selezionatore, dalla coscienza dei propri limiti, dalla capacità di sviluppare padronanza di sé.
L'integrità fa riferimento all'agire di tipo tecnico, quello più squisitamente professionale e diventa rigore metodologico, disciplina, acquisizione di criteri di sistematicità e di razionalità. Nel fare questo gli esperti di selezione e valutazione sono onesti, giusti e rispettosi degli altri. Descrivendo o riportando le loro qualifiche, servizi, prodotti, compensi, ricerche e insegnamenti, essi non fanno dichiarazioni false, ingannevoli o illusorie. Sono coscienti del proprio sistema di credenze, di valori e di bisogni ed anche dei limiti e degli effetti che questi hanno sul proprio lavoro. Si impegnano a chiarire il ruolo che stanno svolgendo ed evitano relazioni inopportune e potenzialmente dannose.
Integrità personale. L'integrità personale fa riferimento ad un richiamo etico e deve essere intesa come serietà, come trasparenza, sia nei confronti del committente che del candidato, come coinvolgimento genuino nel proprio ruolo, nella situazione, nella relazione con gli altri.
L'integrità implica il costo di un investimento personale profondo che si paga stando dentro le situazioni con una rigorosa attuazione degli impegni presi senza cedere alle giustificazioni e alle scuse che nascondono la superficialità, l'approssimazione e la mancata coincidenza tra parole e fatti.
 
AUTONOMIA


Costruzione di un proprio sistema di riferimento. Essere autonomi significa riuscire a sviluppare un ruolo di autorità rispetto a sé stessi e costruire un proprio sistema di riferimento. La consapevolezza del proprio ruolo e della propria professionalità determina la capacità di definirsi rispetto agli altri e la possibilità di stabilire relazioni autentiche.
Interdipendenza. Autonomia significa liberarsi dalle forme negative della dipendenza (il compiacimento, la ricerca a tutti i costi dell'approvazione,…), dalla controdipendenza (difensività, proiezione sugli altri dei problemi e delle responsabilità,…), dall'indipendenza come forma di estraneità e di autosufficienza in cui la relazione è negata all'origine. Resta l'interdipendenza come unica configurazione relazionale che mantiene la finalità primaria quella di preservare e far evolvere il rapporto. Questa che è la base fondamentale di ogni autentica collaborazione .

COMPETENZA


Conoscenza di sé. La conoscenza di sé si fonda sulla comprensione delle modalità con cui si attribuiscono significati agli eventi e significa aver capito il valore dei propri progetti, delle proprie emozioni e della propria immagine confrontata con la rappresentazione che gli altri si fanno di noi.
La conoscenza di sé consente lo sviluppo del proprio potenziale in una prospettiva che passa dalla reattività alla padronanza di sé.
Flessibilità. Il forte ancoraggio in sé stessi deve spingere ad utilizzare di continuo i dati anche se obbligano a rivedere continuamente il risultato raggiunto. Il metodo di lavoro non deve favorire posizioni di autolegittimazione e di rigidità. Ogni percorso professionale nasce dal rapporto con l'altro e si sviluppa nella comprensione di questa relazione per valorizzare le modalità dell'intervento.
Possesso di conoscenze. Competenza vuol dire essere coscienti del fatto che le competenze richieste durante l'attività di lavoro variano con le caratteristiche distintive delle persone con cui si interagisce. Gli esperti di selezione e valutazione sono consapevoli della portata e dei limiti delle loro competenze specialistiche e forniscono i servizi e usano le tecniche per le quali sono qualificati tramite il titolo di studio, la formazione o l'esperienza. Possiedono la conoscenza delle principali informazioni scientifiche riguardanti i servizi che rendono e fanno un uso adeguato delle risorse professionali, tecniche e amministrative.
Impegno. Gli esperti di selezione e valutazione si impegnano a misurarsi con standard di eccellenza costruiti su un continuo sforzo di miglioramento e nel cercare di migliorare la capacità individuale e del team per fornire risposte che soddisfino il cliente esterno e il cliente interno, il committente ed il candidato. Per questo scopo gli esperti selezionatori sviluppano le abilità e le conoscenze necessarie per eseguire il servizio richiesto e sono motivati ad accrescerle e a condividerle con gli altri.

LA CURA DELL'ALTRO 


Curare e prendersi cura. Un setting di selezione tecnicamente rigoroso non garantisce l'efficacia del processo. Del valore cura, infatti, occorre saper dare una interpretazione di natura tecnico/scientifica ed una interpretazione di natura umanistica. Nel primo caso l'agire del curare significa ottenere risultati secondo uno standard di riferimento; nel secondo caso l'agire del curare significa aiutare a crescere, favorire un processo di trasformazione ed assistere allo sviluppo di un universo che cresce da questa interazione. Gli obiettivi di una selezione svolta nell'ottica del servizio al cliente sono appunto questi: il curare e il prendersi cura, la realizzatività e la dimensione relazionale. Si tratta di integrare coerentemente l'agire tecnico, teso al raggiungimento dei risultati, con l'agire evolutivo, teso ad un rapporto di continua crescita nell'interazione con il cliente.
Rifuggire dalle difese offerte dal ruolo. Prendersi cura vuole anche dire non interagire con l'altro protetti dalla posizione sicura data dal ruolo e gestire la asimmetria del rapporto governando sia il rischio di imposizione e controllo che quello della permissività e dell'assenza di regole. Prendersi cura vuole anche dire evitare un atteggiamento "oracolare" in cui il selezionatore legge significati nascosti o impone all'altro il ruolo di chi viene sostenuto riservando a se stesso la funzione di chi "cerca di fare il bene ".
La relazione con l'altro come relazione d'aiuto. Se l'agire del curare comporta attraverso la relazione con l'altro una crescita, la selezione diventa anche relazione d'aiuto. Relazione di aiuto che si fonda su una specifica caratteristica: aiutare l'altro a comprendere la situazione e a gestire il rapporto con piena responsabilità, superando. Chi fa selezione deve rifiutare la tentazione di indebolire l'altro attraverso la propria direttività e competenza. Le soluzioni devono venire per quanto possibile dalla persona in selezione: l'aiuto consiste nel rendere possibile la attivazione o l'organizzazione di tutte le risorse possedute.
 
RISPETTO DELL'ALTRO


Ascolto. Molte possono essere le dimensioni del rispetto. Ma si può parlare di rispetto solo quando è presente la volontà di ascolto che si fa disposizione verso l'altro e sensibilità interpersonale. L'ascolto favorisce la sensibilità diagnostica e la comprensione della mentalità, degli interessi, dei bisogni e delle prospettive degli altri. Invece non c'è rispetto se manca chiarezza, trasparenza e onestà nel rapporto e se l'altro viene piegato a fini strumentali e nascosti.
Alla luce di questa relazione autentica e produttiva gli esperti di selezione e valutazione garantiscono il rispetto dei diritti fondamentali delle persone, della privacy, della riservatezza, dell'autodeterminazione e dell'autonomia. Sono consci delle differenze individuali, culturali e di ruolo, inclusi quelli dovuti all'età, al genere, alla razza, all'etnia, alle origini nazionali, alla religione, alle preferenze sessuali, alla disabilità, alla lingua ed allo status socio economico. Gli esperti di selezione e valutazione cercano di eliminare l'effetto sul loro lavoro delle distorsioni dovuti a questi fattori e non si prestano intenzionalmente a favorire e mettere in atto pratiche discriminatorie.
Collaborazione. Gli esperti di selezione e valutazione conoscono le differenze di potere, reali e attribuite, che caratterizzano la selezione e non sfruttano, ingannano o si approfittano degli altri prima durante o dopo tale relazione professionale. Rispetto significa collaborazione, cioè apertura, disponibilità genuina a discutere, confrontarsi, operare con l'altro. Gli esperti di selezione e valutazione si sottraggono, quindi, al gioco di scambiare informazioni non condivise, di sottrarre dati, di non comunicare, di fare promesse irrealistiche.
Servizio. Il rispetto diventa anche desiderio di aiutare e "servire" gli altri scoprendone e soddisfacendone successivamente le necessità e diventa etica del comportamento quando si riesce a mantenere anche in condizioni conflittuali. Rispetto significa, infine, interesse per il benessere altrui.

 

 
 
Annunci pubblicitari


 

LINKS UTILI

 

Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna

 

Annunci Pubblicitari

 




More on: che and del
Secure FTPS and FTPS anywhere, Go FTP FREE Client